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Untitled Keith (Quello Degli Omini)

New York. Anni ‘80. Paradise Garage. Un sabato sera in discoteca, come tanti. Solo che tra la gente che balla potresti incontrare Madonna, Andy Warhol e Grace Jones. Al centro Keith Haring. “Chi?!?” “Quello degli omini!”. Perché Keith lo riconosci così: dai suoi disegni, non dal suo nome, non dai suoi occhiali. Un disegno di Keith Haring puoi averlo visto dappertutto: su un piatto vinto con i punti dell’Esselunga, su un muro di Pisa, sulla copertina di un’agenda, in una piazza di Berlino o su una spilletta. Pop. Nel senso di popolare. Nel senso che il messaggio che l’arte trasmette è più importante dell’artista che la produce e dell’opera stessa. Arte come reazione, immaginazione, segno, simbolo, immediatezza. Immagini nate in un qui e ora che le rende irripetibili. L’arte di Keith Haring è come un iceberg: se ne vede solo una parte. Ciò che c’è sotto nasce dall’interazione dell’esperienza dell’artista con l’immaginazione dello spettatore. Da ciò, “Untitled Keith (quello degli omini)”: uno spettacolo che attraverso atmosfere pop dal sapore scanzonato indaga temi quali l’arte, l’amore, l’amicizia, il sesso, la malattia, la morte, nel tentativo di raggiungere l’essenza densa della spontaneità, della genuinità e della freschezza che solo i bambini hanno.

Untitled Keith (Quello Degli Omini)

New York. Anni ‘80. Paradise Garage. Un sabato sera in discoteca, come tanti. Solo che tra la gente che balla potresti incontrare Madonna, Andy Warhol e Grace Jones. Al centro Keith Haring. “Chi?!?” “Quello degli omini!”. Perché Keith lo riconosci così: dai suoi disegni, non dal suo nome, non dai suoi occhiali. Un disegno di Keith Haring puoi averlo visto dappertutto: su un piatto vinto con i punti dell’Esselunga, su un muro di Pisa, sulla copertina di un’agenda, in una piazza di Berlino o su una spilletta. Pop. Nel senso di popolare. Nel senso che il messaggio che l’arte trasmette è più importante dell’artista che la produce e dell’opera stessa. Arte come reazione, immaginazione, segno, simbolo, immediatezza. Immagini nate in un qui e ora che le rende irripetibili. L’arte di Keith Haring è come un iceberg: se ne vede solo una parte. Ciò che c’è sotto nasce dall’interazione dell’esperienza dell’artista con l’immaginazione dello spettatore. Da ciò, “Untitled Keith (quello degli omini)”: uno spettacolo che attraverso atmosfere pop dal sapore scanzonato indaga temi quali l’arte, l’amore, l’amicizia, il sesso, la malattia, la morte, nel tentativo di raggiungere l’essenza densa della spontaneità, della genuinità e della freschezza che solo i bambini hanno.

Compagnia Teatrale
Teatro Jump
di
Milano

Autore
Valentina Papis e Saverio Trovato

Regia
Valentina Papis e Saverio Trovato

Ulteriori Figure Artistiche

Numero di Attori
4

Durata
50min

Genere
Dramma

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