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Tensione Superficiale

In un futuro dove le regole sociali sono ribaltate negli ospedali psichiatrici vengono rinchiusi i rispettosi e gli altruisti, ormai una minoranza, per insegnar loro a sopravvivere.
Pinco, viene internato e così comincia il suo calvario.
Quattro pazienti e due medici abitano la scena. Tipi umani, assurdi, contraddittori, ridicoli, sani indistinguibili dai malati, ma che nascondono un’umanità spezzata.
Tra terapie inefficaci e passatempi improvvisati Pinco vorrebbe resistere e anche riguadagnare la propria libertà, ma spezzare le regole e tentare la fuga è una sconfitta.
Così il conflitto interiore si riversa sul palco, le maschere dei personaggi si incrinano o cadono. La direttrice che parla per assurdi rivela come il suo linguaggio rifletta un conflitto interno che non sa pacificare, la dottoressa parla per citazioni negando una propria voce, chiudere gli occhi per quieto vivere. Ligio che rimprovera difensore delle leggi, nasconde il timore della scelta e Folgorato che crea un personaggio infantile, altruista in cerca di un contatto umano.
La mente di Pinco si sfalda, così Folgorato e Ligio danno corpo alle voci della sua testa, la sua stessa voce cambia mentre si interroga.
Giunge alla conclusione che si, se tutti gli sono contro significa che è lui il folle, uccide la parte buona di se, personificata in Folgorato e ottiene la libertà. Così la struttura ottiene il suo risultato, ma Pinco ora libero dai propri vincoli morali si vendica sui suoi aguzzini.

Tensione Superficiale

In un futuro dove le regole sociali sono ribaltate negli ospedali psichiatrici vengono rinchiusi i rispettosi e gli altruisti, ormai una minoranza, per insegnar loro a sopravvivere. Pinco, viene internato e così comincia il suo calvario. Quattro pazienti e due medici abitano la scena. Tipi umani, assurdi, contraddittori, ridicoli, sani indistinguibili dai malati, ma che nascondono un’umanità spezzata. Tra terapie inefficaci e passatempi improvvisati Pinco vorrebbe resistere e anche riguadagnare la propria libertà, ma spezzare le regole e tentare la fuga è una sconfitta. Così il conflitto interiore si riversa sul palco, le maschere dei personaggi si incrinano o cadono. La direttrice che parla per assurdi rivela come il suo linguaggio rifletta un conflitto interno che non sa pacificare, la dottoressa parla per citazioni negando una propria voce, chiudere gli occhi per quieto vivere. Ligio che rimprovera difensore delle leggi, nasconde il timore della scelta e Folgorato che crea un personaggio infantile, altruista in cerca di un contatto umano. La mente di Pinco si sfalda, così Folgorato e Ligio danno corpo alle voci della sua testa, la sua stessa voce cambia mentre si interroga. Giunge alla conclusione che si, se tutti gli sono contro significa che è lui il folle, uccide la parte buona di se, personificata in Folgorato e ottiene la libertà. Così la struttura ottiene il suo risultato, ma Pinco ora libero dai propri vincoli morali si vendica sui suoi aguzzini.

Compagnia Teatrale
Compagnia del Vetro
di
Roma

Presentazione del Progetto
L’idea pone le proprie radici nell’osservazione della società e un disagio personale dei membri della compagnia e si sviluppa, in maniera debitrice di ispirazione e atmosfere, da “Sogno di un Uomo ridicolo” interpretato da Lavia testo di Dostoevskij, “Qualcuno volò sul nido del cuculo” di Forman e dal film documentario “Titicut Follies” di Wiseman girato in un centro di igiene mentale per pazzi criminali nel 1967. Sono state fatte 2 repliche.

Autore
Jean Paul Sneider

Regia
Jean Paul Sneider

Attori
Renato Vizziello Giulia Pera Guglielmo Lello Eleonora mancini Stefano de Santis Dino Lopardo

Numero di Attori
6

Durata
50

Genere
Teatro

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