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Satyricon-il banchetto dei piaceri

Immersi nel convito organizzato dal padrone di casa Trimalchione, gli ospiti assaporano le più svariate e stravaganti prelibatezze gastronomiche: piatti esotici, vini pregiati e stuzzicanti leccornie che rifocillano il corpo dei commensali. Il clima gioioso e frivolo del festino è infarcito dai racconti che gli invitati si scambiano senza sosta, alcuni dei quali sembrano stati scritti ieri e non duemila anni fa. Il tutto con la sagace puntualità e con la sferzante irriverenza della penna di Petronio.

Una lettura che vuole celebrare il tema del cibo inteso non solo come ristoro della carne, ma anche – e soprattutto – come la scintilla che innesca un meccanismo di ebbrezza in cui la percezione dei sensi e la ricerca del piacere vengono portati al parossismo più sfrenato. È infatti l’atmosfera particolarmente distesa e gioviale che inebria le menti dei presenti. Sono tuttavia i profumi stordenti, la munificenza delle portate e l’ostentazione dell’opulenza che esaltano e al contempo alterano i caratteri dei convitati. La musica che accompagna il banchetto ha lo scopo di esasperare ulteriormente il baccanale, trasportando l’ascoltatore in una dimensione di estasi scevra da ogni razionalità.

Riscopriamo così uno dei capisaldi della letteratura latina, di cui rimangono purtroppo soltanto pochi frammenti e che ribalta completamente la visione odierna di una contenuta e consapevole alimentazione in favore di un nutrimento più profondo: il nutrimento dell’anima.

Satyricon-il banchetto dei piaceri

Immersi nel convito organizzato dal padrone di casa Trimalchione, gli ospiti assaporano le più svariate e stravaganti prelibatezze gastronomiche: piatti esotici, vini pregiati e stuzzicanti leccornie che rifocillano il corpo dei commensali. Il clima gioioso e frivolo del festino è infarcito dai racconti che gli invitati si scambiano senza sosta, alcuni dei quali sembrano stati scritti ieri e non duemila anni fa. Il tutto con la sagace puntualità e con la sferzante irriverenza della penna di Petronio. Una lettura che vuole celebrare il tema del cibo inteso non solo come ristoro della carne, ma anche – e soprattutto – come la scintilla che innesca un meccanismo di ebbrezza in cui la percezione dei sensi e la ricerca del piacere vengono portati al parossismo più sfrenato. È infatti l’atmosfera particolarmente distesa e gioviale che inebria le menti dei presenti. Sono tuttavia i profumi stordenti, la munificenza delle portate e l’ostentazione dell’opulenza che esaltano e al contempo alterano i caratteri dei convitati. La musica che accompagna il banchetto ha lo scopo di esasperare ulteriormente il baccanale, trasportando l’ascoltatore in una dimensione di estasi scevra da ogni razionalità. Riscopriamo così uno dei capisaldi della letteratura latina, di cui rimangono purtroppo soltanto pochi frammenti e che ribalta completamente la visione odierna di una contenuta e consapevole alimentazione in favore di un nutrimento più profondo: il nutrimento dell’anima.

Compagnia Teatrale
SatiridiStorie
di
Milano

Presentazione del Progetto
Immersi nel convito organizzato dal padrone di casa Trimalchione, gli ospiti assaporano le più svariate e stravaganti prelibatezze gastronomiche: piatti esotici, vini pregiati e stuzzicanti leccornie che rifocillano il corpo dei commensali. Il clima gioioso e frivolo del festino è infarcito dai racconti che gli invitati si scambiano senza sosta, alcuni dei quali sembrano stati scritti ieri e non duemila anni fa.

Autore
Marco Di Giorgio e Letizia Bravi

Regia
Marco di Giorgio

Attori
Marco Di Giorgio Letizia Bravi Dora Scapolatempore

Numero di Attori
3

Durata
40 min

Genere
Teatro

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