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Lassaddìcane

Lassaddìcane (Da ‘Lassa Dìcane’, Che In Dialetto Salentino Significa ‘Lascia Che Dicano’), È Un Monito,Una Pacca Sulla Spalla, Una Carezza Dolce E Sicura. Lassaddìcane È Anche Il Nome Del Cane Di Mimina Monteduro,Casellante, Figlia Di Casellanti, Quarta Di Sette Fratelli Che Ha Trascorso Quasi Tutta La Propria Vita A Ridosso Di Un Binario, All’Interno Di Un Casello Ferroviario Del Salento, A Metà Del Secolo Scorso. In Questa Dimensione I Tempi Del Quotidiano E Le Abitudini Sono Costantemente Scandite Dall’Ininterrotta Frequenza Del Passaggio Dei Treni: Accendi La Luce, Suona La Campana, Abbassa La Sbarra, Aspetta Il Treno, Fallo Passare, Rialza La Sbarra E Via Daccapo.
Mimina Vive Da Anni Una Vita Fatta Di Solitudine E Distacco Dal Mondo, Intuito Da Lontano E Quasi Con Paura. Mentre Un Occhio Attento È Sempre Rivolto Ai Mezzi Di Trasporto E Ai Pochi Passanti Che Devono Attendere L’Attraversamento Della Littorina E Dei Vagoni, L’Altro, Più Sognante, È Indirizzato Ai Finestrini Del Treno In Transito, Dai Quali Riesce Ad Intravedere Numerosi Volti Di Passaggio.
Mimina Scorge Ed Immagina Le Vite Degli Altri, Perché-Dice-La Propria Non È Riuscita A Godersela Come Avrebbe Voluto. E Le Racconta. Sono Storie Dolci E Amare, Che Parlano Di Vite Vissute O Appena Intraviste, Di Fantasie Solitarie E Del Tempo Che Passa,La Solitudine Delle Partenze E Gli Abbracci Di Tanti Arrivi.

Lassaddìcane

Lassaddìcane (Da ‘Lassa Dìcane’, Che In Dialetto Salentino Significa ‘Lascia Che Dicano’), È Un Monito,Una Pacca Sulla Spalla, Una Carezza Dolce E Sicura. Lassaddìcane È Anche Il Nome Del Cane Di Mimina Monteduro,Casellante, Figlia Di Casellanti, Quarta Di Sette Fratelli Che Ha Trascorso Quasi Tutta La Propria Vita A Ridosso Di Un Binario, All’Interno Di Un Casello Ferroviario Del Salento, A Metà Del Secolo Scorso. In Questa Dimensione I Tempi Del Quotidiano E Le Abitudini Sono Costantemente Scandite Dall’Ininterrotta Frequenza Del Passaggio Dei Treni: Accendi La Luce, Suona La Campana, Abbassa La Sbarra, Aspetta Il Treno, Fallo Passare, Rialza La Sbarra E Via Daccapo. Mimina Vive Da Anni Una Vita Fatta Di Solitudine E Distacco Dal Mondo, Intuito Da Lontano E Quasi Con Paura. Mentre Un Occhio Attento È Sempre Rivolto Ai Mezzi Di Trasporto E Ai Pochi Passanti Che Devono Attendere L’Attraversamento Della Littorina E Dei Vagoni, L’Altro, Più Sognante, È Indirizzato Ai Finestrini Del Treno In Transito, Dai Quali Riesce Ad Intravedere Numerosi Volti Di Passaggio. Mimina Scorge Ed Immagina Le Vite Degli Altri, Perché-Dice-La Propria Non È Riuscita A Godersela Come Avrebbe Voluto. E Le Racconta. Sono Storie Dolci E Amare, Che Parlano Di Vite Vissute O Appena Intraviste, Di Fantasie Solitarie E Del Tempo Che Passa,La Solitudine Delle Partenze E Gli Abbracci Di Tanti Arrivi.

Compagnia Teatrale
Stefania Semeraro
di
LECCE

Presentazione del Progetto
Stefania Semeraro,nipote di Mimina Monteduro ,ha sempre avuto in mente di scrivere della nonna e dei suoi racconti,e l’ispirazione è riaffiorata più forte quando si è avvicinata al Km97, vecchio casello in disuso, ora casa della musica, delle arti libere, punto d’incontro di artisti pugliesi e centro culturale di riferimento. Lassaddìcane prende forma e sostanza, e viene presentato in anteprima proprio al Km97. Il copione teatrale e le musiche sono licenziate con licenze Creative Commons.

Autore
Stefania Semeraro

Regia
Pierpaolo Buzza

Attori
Stefania Semeraro ( attrice) Giuseppe Pezzulla (musicista)

Numero di Attori
1 + 1musicista

Durata
45 min

Genere
Musicale

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