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Jamais vu

Un gruppo di terroristi si riunisce poche ore dopo una rapina alla Banca Nazionale, il cuore di quel sistema economico e sociale al quale si dicono di attentare. Ma un incidente ha rovinato l’azione, un ordigno è esploso prima del tempo ed ora ciascuno dei criminali denuncia una parziale amnesia: tutti hanno perduto frammenti di memoria e, soprattutto, nessuno rammenta dove siano i soldi della refurtiva. Una ricercatrice in rovina, un imprenditore fallito, un ex operaio e sua moglie, sono questi gli anarchici autori del gesto, paradossalmente innocenti di fronte all’imprevisto, vittime del caso. O forse di fatto carnefici, sostenitori della dittatura più pesante da rovesciare: quella del denaro.
‘Jamais vu’ tratta la realizzazione individuale di ciascuno, la possibilità in tal senso di scegliere. Viviamo un mondo che in maniera sempre più spietata preserva il potere, sacralizza il consumo, privilegia la produttività. Da una parte l’esistenza si allunga, dall’altra si dovrà lavorare di più. Diritti acquisiti con il sacrificio, vengono rinnegati. Quanto siamo consapevoli oggi dell’importanza sociale delle istanze di trasformazione, delle spinte antisistema? E quanto questi orientamenti difettano ormai di un’organizzazione di pensiero organica, focalizzata? In altre parole, abbiamo provato a chiederci “quando è diventata infelice la vita” e cosa siamo in grado di fare ancora per dirci degni di avere vissuto.

Jamais vu

Un gruppo di terroristi si riunisce poche ore dopo una rapina alla Banca Nazionale, il cuore di quel sistema economico e sociale al quale si dicono di attentare. Ma un incidente ha rovinato l’azione, un ordigno è esploso prima del tempo ed ora ciascuno dei criminali denuncia una parziale amnesia: tutti hanno perduto frammenti di memoria e, soprattutto, nessuno rammenta dove siano i soldi della refurtiva. Una ricercatrice in rovina, un imprenditore fallito, un ex operaio e sua moglie, sono questi gli anarchici autori del gesto, paradossalmente innocenti di fronte all’imprevisto, vittime del caso. O forse di fatto carnefici, sostenitori della dittatura più pesante da rovesciare: quella del denaro. ‘Jamais vu’ tratta la realizzazione individuale di ciascuno, la possibilità in tal senso di scegliere. Viviamo un mondo che in maniera sempre più spietata preserva il potere, sacralizza il consumo, privilegia la produttività. Da una parte l’esistenza si allunga, dall’altra si dovrà lavorare di più. Diritti acquisiti con il sacrificio, vengono rinnegati. Quanto siamo consapevoli oggi dell’importanza sociale delle istanze di trasformazione, delle spinte antisistema? E quanto questi orientamenti difettano ormai di un’organizzazione di pensiero organica, focalizzata? In altre parole, abbiamo provato a chiederci “quando è diventata infelice la vita” e cosa siamo in grado di fare ancora per dirci degni di avere vissuto.

Compagnia Teatrale
collettivo lunAzione
di
Napoli

Presentazione del Progetto
Jamais vu’ è stato realizzato in coproduzione con la Fondazione Campania dei Festival. La messinscena svolge una riflessione intorno alla memoria di ciascun individuo in quanto membro di una collettività: vivere e perseguire la serenità personale richiede il voltare lo sguardo, la necessità di dimenticare più o meno a lungo le altrui condizioni di sofferenza? I personaggi coinvolti comicamente abbracciano degli ideali di cambiamento, degli ideali ben presto persi di vista.

Autore
Eduardo Di Pietro

Regia
Eduardo Di Pietro

Attori
Mario Autore, Giulia Esposito, Michele Iazzetta, Cecilia Lupoli, Giulia Musciacco, Alessandro Paschitto

Numero di Attori
6

Durata
50min

Genere
Teatro

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