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Il sentiero dei passi pericolosi – una tragedia stradale

Chi è baciato dalla morte non ha più niente da perdere ma una cosa ancora da guadagnare: la franchezza.
Da questa considerazione dell’autore parte il lavoro di ricerca della regista Chiara Murru in cui gli attori Maurizio Pulina, Giuseppe Ligios e Antonio Luvinetti conducono lo spettatore in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, sospesa tra la drammaticità dell’essere morti realmente e del condurre una vita morta, priva di verità, all’insegna della menzogna e della finzione, nella quale il non dire e il mentire si confondono, una vita dominata dai talk show dove scorrono fiumi di parole senza senso, senza sostanza, parole che non significano nulla, che annullano il messaggio nell’atto stesso in cui questo viene trasmesso, parole che confondono, che sono come rumor costante nella nostra quotidianità.
Una messa in scena essenziale, un sentiero, un non luogo, un limbo nel quale i tre fratelli si ritrovano ad aspettare, a condividere i pensieri e le riflessioni in una sorta di confessione/espiazione, nell’ultimo tentativo di fare luce su una vicenda che inevitabilmente ha segnato la loro vita prima e la loro morte dopo. Carl, Ambroise e Victor che hanno condotto tre esistenze molto diverse, mai realmente felici e segnati per sempre da un unico grande dramma, si ritrovano in occasione del matrimonio del più piccolo, si incontrano e si scontrano tra i rottami di una vita-non vita, dicendo finalmente quello che non si deve dire.

Tre sedie. Tre uomini. Pregano. Il musicista suona una marcia nuziale, gli invitati si accomodano. E’ il momento del brindisi. L’uomo seduto al centro si alza in piedi, forse è il fratello dello sposo, propone un brindisi. Al desiderio di verità e di franchezza. In un istante il vino rosso nei bicchieri macchia le camice bianche e diventa il sangue perso in un incidente. Uno degli uomini è disteso atterra. Uno è seduto. Uno è immerso nel buio e ci rimarrà per molto tempo. Guarda. Ascolta. Due uomini aspettano. L’attesa. L’espiazione. Si è contemporaneamente nello stesso posto e in posti diversi. Si cammina per ore. Non ci si muove. Ci si incontra e ci si scontra. Si parla con qualcuno. Si parla con se stessi. Confessare, dire la verità. Chicchi di riso come lacrime. Piovono. Un vuoto abito da sposa. I fiori di un bouquet delicatamente deposti su una tomba. Tre corpi giacciono sul drappo funebre.

Il sentiero dei passi pericolosi - una tragedia stradale

Chi è baciato dalla morte non ha più niente da perdere ma una cosa ancora da guadagnare: la franchezza. Da questa considerazione dell’autore parte il lavoro di ricerca della regista Chiara Murru in cui gli attori Maurizio Pulina, Giuseppe Ligios e Antonio Luvinetti conducono lo spettatore in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio, sospesa tra la drammaticità dell’essere morti realmente e del condurre una vita morta, priva di verità, all’insegna della menzogna e della finzione, nella quale il non dire e il mentire si confondono, una vita dominata dai talk show dove scorrono fiumi di parole senza senso, senza sostanza, parole che non significano nulla, che annullano il messaggio nell’atto stesso in cui questo viene trasmesso, parole che confondono, che sono come rumor costante nella nostra quotidianità. Una messa in scena essenziale, un sentiero, un non luogo, un limbo nel quale i tre fratelli si ritrovano ad aspettare, a condividere i pensieri e le riflessioni in una sorta di confessione/espiazione, nell’ultimo tentativo di fare luce su una vicenda che inevitabilmente ha segnato la loro vita prima e la loro morte dopo. Carl, Ambroise e Victor che hanno condotto tre esistenze molto diverse, mai realmente felici e segnati per sempre da un unico grande dramma, si ritrovano in occasione del matrimonio del più piccolo, si incontrano e si scontrano tra i rottami di una vita-non vita, dicendo finalmente quello che non si deve dire. Tre sedie. Tre uomini. Pregano. Il musicista suona una marcia nuziale, gli invitati si accomodano. E’ il momento del brindisi. L’uomo seduto al centro si alza in piedi, forse è il fratello dello sposo, propone un brindisi. Al desiderio di verità e di franchezza. In un istante il vino rosso nei bicchieri macchia le camice bianche e diventa il sangue perso in un incidente. Uno degli uomini è disteso atterra. Uno è seduto. Uno è immerso nel buio e ci rimarrà per molto tempo. Guarda. Ascolta. Due uomini aspettano. L’attesa. L’espiazione. Si è contemporaneamente nello stesso posto e in posti diversi. Si cammina per ore. Non ci si muove. Ci si incontra e ci si scontra. Si parla con qualcuno. Si parla con se stessi. Confessare, dire la verità. Chicchi di riso come lacrime. Piovono. Un vuoto abito da sposa. I fiori di un bouquet delicatamente deposti su una tomba. Tre corpi giacciono sul drappo funebre.

Compagnia Teatrale
Teatro d’Inverno
di
Alghero (SS)

Autore

Michel Marc Bouchard

Regia
Chiara Murru

Scenografia

Musiche
Salvatore Maltana

Coreografia

Costumi

Numero di Attori
3

Durata
50

Genere
dramma

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