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GLI ULTIMI 45 MINUTI PRIMA DELLA NEVROSI

Secondo tempo di una partita di calcio. A quanto pare, nel primo non è successo nulla. Il che non è certo una novità: accade spesso, nelle partite, che il tempo decisivo sia il secondo. Dunque, come dicono i telecronisti, tutto si deciderà negli ultimi 45 minuti.
O forse no. Per lo meno, non nel senso voluto (e sperato) da chi, a suo modo, ci sta raccontando la partita in questione, vale a dire il portiere della squadra di casa. Che è vittima, a quanto ci fa sapere, della vendetta, servita freddissima, lenta ma inesorabile, del suo centravanti, capitano, fuoriclasse e trascinatore della squadra, che ormai da un anno, in ogni partita, gli organizza sistematicamente un catenaccio davanti alla porta, impedendogli di fatto di toccare palla e di rendersi utile.
Il malcapitato è costretto ad assistere alle partite da spettatore aggiunto, mentre il suo diabolico centravanti si esalta tra dribbling, finte e gol a grappoli che mandano in delirio la folla.
E’ così anche in questo incontro. Ma ora basta, la misura è colma. E allora, tra stralunati incitamenti agli avversari, bizzarre lettere scritte a sé stesso e perfino tentativi di suicidio, nell’estremo tentativo di dare un senso alla propria inutile, invisibile, quasi ridicola presenza, noi assistiamo al progressivo, tragicomico delirio del portiere, che scivola sempre di più verso la completa nevrosi.
A separarlo da questa, non restano che i suoi ultimi 45 minuti.

GLI ULTIMI 45 MINUTI PRIMA DELLA NEVROSI

Secondo tempo di una partita di calcio. A quanto pare, nel primo non è successo nulla. Il che non è certo una novità: accade spesso, nelle partite, che il tempo decisivo sia il secondo. Dunque, come dicono i telecronisti, tutto si deciderà negli ultimi 45 minuti. O forse no. Per lo meno, non nel senso voluto (e sperato) da chi, a suo modo, ci sta raccontando la partita in questione, vale a dire il portiere della squadra di casa. Che è vittima, a quanto ci fa sapere, della vendetta, servita freddissima, lenta ma inesorabile, del suo centravanti, capitano, fuoriclasse e trascinatore della squadra, che ormai da un anno, in ogni partita, gli organizza sistematicamente un catenaccio davanti alla porta, impedendogli di fatto di toccare palla e di rendersi utile. Il malcapitato è costretto ad assistere alle partite da spettatore aggiunto, mentre il suo diabolico centravanti si esalta tra dribbling, finte e gol a grappoli che mandano in delirio la folla. E’ così anche in questo incontro. Ma ora basta, la misura è colma. E allora, tra stralunati incitamenti agli avversari, bizzarre lettere scritte a sé stesso e perfino tentativi di suicidio, nell’estremo tentativo di dare un senso alla propria inutile, invisibile, quasi ridicola presenza, noi assistiamo al progressivo, tragicomico delirio del portiere, che scivola sempre di più verso la completa nevrosi. A separarlo da questa, non restano che i suoi ultimi 45 minuti.

Compagnia Teatrale
Lahire Tortora
di
Masi (PD)

Presentazione del Progetto
Questo progetto nasce da uno studio sulla figura del portiere nel calcio. Figura alquanto affascinante, perché misteriosamente contraddittoria: si tratta infatti di un individualista in un gioco collettivo. Un borderline. Tutto ciò,nella figura del portiere,si esplica in modo quasi violento. Lo spettacolo è l’evoluzione di questa indagine: la comica,grottesca parabola di un portiere orfano. Di un emarginato. Un individualista che pian piano vede annullare sé stesso. Fino a diventare invisibile.

Autore
Lahire Tortora

Regia
Lahire Tortora

Attori
Lahire Tortora

Numero di Attori
1

Durata
45 minuti

Genere
Comedy

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