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Con Queste Mani

Un sequestro. Un covo. Una giornalista rapita e una trafficante d’armi. Due vittime della stessa storia, di eventi che sgretolano le identità dei singoli e lasciano dietro di sé vite spezzate. Indicibili. Irraccontabili. “Con queste mani”, dal testo di Mariella De Santis, si articola in una serie di azioni sceniche dal ritmo incalzante che prendono spunto dalla vicenda di Anna (nome di fantasia), a partire dalla coraggiosa intervista di Emilio Quadrelli, apparsa su “Alias”, nel 2007. Lo spettacolo racconta il rapimento di Anna nel 1996, a 13 anni, per essere portata a lavorare in una fabbrica italiana in Albania, i ripetuti stupri e la deportazione in un bordello per militari e paramilitari, la liberazione a mano armata nel 2004 da parte del fratello e la sua condizione di vita al momento dell’intervista. L’azione scenica si articola sul tappeto sonoro costituito dai ritmi percussivi eseguiti da una delle due attrici, anche musicista, e dal canto a più voci di brani della tradizione folklorica mediterranea. In scena pochi oggetti evocativi. Abiti smessi. Un catino. Una maschera. Uno specchio. Sono i “tasselli” su cui si sviluppano l’agire performativo e narrativo per arrivare ad una fine catartica che è un nuovo inizio: la liberazione della giornalista da parte di Milena.

Con Queste Mani

Un sequestro. Un covo. Una giornalista rapita e una trafficante d’armi. Due vittime della stessa storia, di eventi che sgretolano le identità dei singoli e lasciano dietro di sé vite spezzate. Indicibili. Irraccontabili. “Con queste mani”, dal testo di Mariella De Santis, si articola in una serie di azioni sceniche dal ritmo incalzante che prendono spunto dalla vicenda di Anna (nome di fantasia), a partire dalla coraggiosa intervista di Emilio Quadrelli, apparsa su “Alias”, nel 2007. Lo spettacolo racconta il rapimento di Anna nel 1996, a 13 anni, per essere portata a lavorare in una fabbrica italiana in Albania, i ripetuti stupri e la deportazione in un bordello per militari e paramilitari, la liberazione a mano armata nel 2004 da parte del fratello e la sua condizione di vita al momento dell’intervista. L’azione scenica si articola sul tappeto sonoro costituito dai ritmi percussivi eseguiti da una delle due attrici, anche musicista, e dal canto a più voci di brani della tradizione folklorica mediterranea. In scena pochi oggetti evocativi. Abiti smessi. Un catino. Una maschera. Uno specchio. Sono i “tasselli” su cui si sviluppano l’agire performativo e narrativo per arrivare ad una fine catartica che è un nuovo inizio: la liberazione della giornalista da parte di Milena.

Compagnia Teatrale
Artemysia Teatro
di
Milano

Presentazione del Progetto
“Con queste mani” è un testo civile, la cui durezza è stemperata dalla bellezza dei versi di Mariella De Santis. La messa in scena si dipana attraverso una ragnatela di azioni sceniche incalzanti e il tappeto sonoro delle percussioni. Il testo utilizza un registro aulico e poetico cui fanno da contrappunto azioni necessarie ed evocative; l’allestimento scenico è essenziale; l’agire performativo mira a stabilire una relazione diretta con il pubblico, cercando una sintesi tra azione e narrazione.

Autore
Mariella De Santis

Regia
Raffaella D’Angelo, Marzia Palmieri

Attori
Raffaella D’Angelo, Marzia Palmieri

Numero di Attori
2

Durata
50 minuti

Genere
Teatro

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