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Che rimanga tra noi

Che rimanga tra noi, ci sono tre disadattati. Uno studente modello, fin troppo timido e remissivo, che ha terrore della vita sociale e si illude d’essere uno scrittore in nuce. Un ingenuo privo di talento artistico, il cui sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo rischia di infrangersi contro lo spettro del cantautorato, la forma d’arte più seriosa e deprimente. Una bruttina agghindata a festa, la quale lotta quotidianamente contro quel senso del ridicolo che sempre l’accompagna, attraverso l’apprendimento, sciagurato, di uno strumento musicale.

Puntualmente sperano di aver raggiunto l’affermazione letteraria, di aver superato brillantemente un provino, di vedere riconosciuti i propri meriti musicali: sono solo equivoci. Forse sono dei falliti, ma lo ignorano: vivono reiterando le vicende del proprio passato in una sorta di replay in cui sia possibile correggere gli errori e la cattiva sorte.

Incapaci di relazionarsi con gli altri, derisi dai compagni, disistimati dagli insegnanti, trascurati dai genitori, avrebbero mille ragioni per odiare il mondo, la vita e gli altri esseri umani, ma si dimostrano incapaci pure in questo.

Tra surreale e grottesco, le tematiche “collaterali” investite dal testo – bullismo, difficoltà a socializzare e integrarsi nel gruppo, aspirazioni giovanili, eccetera – rendono lo spettacolo una confessione autobiografica rivolta sia ai giovani che agli adulti.

Che rimanga tra noi, i sogni – prima spezzati, poi ricuciti – sono cicatrici.

Che rimanga tra noi

Che rimanga tra noi, ci sono tre disadattati. Uno studente modello, fin troppo timido e remissivo, che ha terrore della vita sociale e si illude d’essere uno scrittore in nuce. Un ingenuo privo di talento artistico, il cui sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo rischia di infrangersi contro lo spettro del cantautorato, la forma d’arte più seriosa e deprimente. Una bruttina agghindata a festa, la quale lotta quotidianamente contro quel senso del ridicolo che sempre l’accompagna, attraverso l’apprendimento, sciagurato, di uno strumento musicale. Puntualmente sperano di aver raggiunto l’affermazione letteraria, di aver superato brillantemente un provino, di vedere riconosciuti i propri meriti musicali: sono solo equivoci. Forse sono dei falliti, ma lo ignorano: vivono reiterando le vicende del proprio passato in una sorta di replay in cui sia possibile correggere gli errori e la cattiva sorte. Incapaci di relazionarsi con gli altri, derisi dai compagni, disistimati dagli insegnanti, trascurati dai genitori, avrebbero mille ragioni per odiare il mondo, la vita e gli altri esseri umani, ma si dimostrano incapaci pure in questo. Tra surreale e grottesco, le tematiche “collaterali” investite dal testo – bullismo, difficoltà a socializzare e integrarsi nel gruppo, aspirazioni giovanili, eccetera – rendono lo spettacolo una confessione autobiografica rivolta sia ai giovani che agli adulti. Che rimanga tra noi, i sogni – prima spezzati, poi ricuciti – sono cicatrici.

Compagnia Teatrale
D’altra P’arte
di
Marsala

Presentazione del Progetto
“Che rimanga tra noi” è stato messo in scena dal 21 al 29 novembre del 2015 in una sala del Convento del Carmine di Marsala, sede della pinacoteca comunale, per un totale di venti repliche (tra recite pomeridiane e matinée per le scuole superiori). Ideata inizialmente per uno spazio non convenzionale – solitamente adibito alle personali di pittura e fotografia –, la struttura scenografica ruota su un finto allestimento in itinere di opere che interagiscono con l’azione diretta dei personaggi.

Autore
Andrea Scaturro

Regia
Andrea Scaturro

Attori
Luisa Caldarella, Gianfranco Manzo, Andrea Scaturro.

Numero di Attori
3

Durata
42

Genere
Teatro

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